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La
recensione di "La mafia c'è"
L’adattamento della canzone « Signor
tenente » in “la Mafia c’è”, di matrice FNG, non è dovuta al caso.
Avevamo, in effetti, bisogno di armonizzare il pezzo di Faletti per
renderlo più comunicativo e più melodico.
“La mafia c’è” prende spunto dall’atmosfera
western dei film di Sergio Leone. Le musiche di Morricone sono state, in
tal senso, all’origine della nostra inspirazione.
Il sound westeriano e gli accordi armonici
rivoluzionano il pezzo di Faletti che, nel 1994 presentò un rap
mono-melodico construito su due accordi alternati. In “la mafia c’è” degli
FNG, gli accordi sono ben 6, e si distribuiscono in maniera diversa
secondo le strofe. La terza strofa (o strofa centrale) si rivela essere un
ascenzione verticale armonica che scaturisce nel acme musicale del pezzo.
Il duo vocale, Daniele-Donato, rispecchia
anche esso la variazione drastica portata dal gruppo alla canzone. In
effeti, ogni vocalist avanza un aspetto significativo del testo e del tema
abbordato. Daniele, rappresenta “la rabbia del carabiniere”, con un
monologo rappato a forte connotazione “colerica” (differente da quella di
Faletti, molto meno accentuata). La prestazione neo-melodica di Donato,
invece, sottolinea la “rassegnazione” della gente dell’arma implicata in
queste circostanze. Ognuno da un valore aggiunto particolare alla
rappresentazione ed al senso del testo di Faletti.
Infine, la particolarità del duetto finale
“la mafia c’è, sempre ci sarà” fornisce la conclusione drammatica, della
consapevolezza di combattere qualcosa di più grande e più forte... Notare
che la conclusione instrumentale del pezzo (ben due giri interi di musica
di Daniele e Fabrizio) amplificano il sentimento di vuoto e di sgomento
della canzone.
Recensione by Donato Caggiula
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Testo "Signor Tenente"
Forse
possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente
Giorgio
Falletti |